Comunicati stampa
Una storia e un futuro, quelli della Fiera e di Cuneo, intrecciati a doppio filo

La 42^ edizione rappresenta un “nuovo inizio” dello storico evento

«Iniziare un nuovo cammino spaventa. Ma, dopo ogni passo che percorriamo, ci rendiamo conto di come era pericoloso rimanere fermi» (Roberto Benigni).

La GFE sapeva bene che non poteva rimanere uguale a se stessa e ha intrapreso un nuovo corso, senza dimenticare, però, quali sono le sue radici: la città in cui è nata il 22 luglio del 1976.

E per il futuro? «La storia della Fiera è intrecciata a doppio filo con quella della città di Cuneo - affermano dal quartier generale della Fiera -. Da tempo stavamo lavorando, con il Comune di Cuneo, per rientrare in centro città».

«La Grande Fiera si presenta quest’anno in maniera completamente rivisitata, a partire dal luogo di svolgimento – spiegano dal Comune di Cuneo -. Dopo la parentesi del MIAC, torna infatti nella sede originaria di piazza d’Armi, nel cuore della città. Una bella occasione per Cuneo, perché i suoi numerosissimi visitatori entreranno nuovamente in città, portando benefici anche alla parte alta, area nella quale da tempo si stava lavorando per portare iniziative in grado di rilanciarla. Piazza d’Armi sarà infatti coinvolta, in un grande progetto di riqualificazione. Sull’area andranno infatti a convergere una serie di interventi legati ai fondi regionali del programma integrato di Agenda Urbana “Cuneo Accessibile, che vedrà la “rigenerazione” dell’ex deposito carburanti della caserma Montezemolo (sulla quale stanno anche lavorando 40 team europei di giovani architetti per il concorso di progettazione Europan), e a quelli previsti dal Piano Periferie, che coinvolgerà tutta la parte alta di Cuneo con l’obiettivo di creare, oltre ad un parco urbano sulla piazza, nuovi spazi di aggregazione e nuovi servizi a disposizione della comunità».